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La presa di San Vito

IMG_3454Inutile dire quanto fosse vitale questa vittoria. Il Pordenone era ovvio uscisse da Pergine contro una squadra già retrocessa con i 3 punti in tasca, per noi la partita invece era molto più complicata o come meglio dire insidiosa. La sfida di San Vito al Tagliamento se fosse finita in altro modo, sarebbe stata probabilmente il lasciapassare per il Pordenone verso la promozione. Ma con dispiacere dei tifosi neroverdi e dell’establishment che lo sostiene, la matricola bianconera ha ancora una volta reagito da grande squadra. Una squadra che esce fortificata ancor di più da un’impresa tanto importante quanto corroborante per questo finale di campionato. Una vittoria di larga misura, anche se combattuta fino all’ultimo minuto, che ci ha riportato indietro di un paio di mesi quando non ce ne era per nessuno. Quando il Marano metteva assieme un numero stratosferico di punti da farne la formazione più prolifica d’europa nei tornei dilettantistici tanto da rosicchiare al Pordenone in pochi mesi ben 12 punti in classifica.  Paradossalmente il confine per quella squadra  straripante è stata l’ attesa sfida pareggiata al ” Berto” contro il Pordenone, dopo la quale è arrivato un inatteso quanto fisiologico rilassamento che ha fatto perdere prima la brillantezza e poi la sicurezza. Punti persi per strada che hanno consentito agli avversari friulani di riportarsi in vetta a pari punti. Cosi a 3 giornate dal traguardo lasciare ulteriori punti per strada sarebbe stato come mollare la ruota dell’avversario in volata. Invece a San Vito in una giornata calda, con un terreno irregolare sotto i piedi, e contro una squadra affamata di punti per evitare i play-out è uscito l’antico spirito del Marano che ha issato la bandiera bianconera nelle terre del friuli occidentale proprio a qualche decina di chilometri da Pordenone.   Tre gol, tante occasioni, corsa e talento.   Il ” Pressure Test” che ci attendeva è stato brillantemente superato e in prospettiva è un punturone di fiducia per la nostra truppa. Un’iniezione di autostima recuperata che da energie alle gambe e alla testa. Mister Cunico ha sempre sostenuto che non si trattava di calo di condizione fisica ma una questione di testa, forse paura di vincere.  Ed ora i ragazzi sono stati bravi a ripartire a testa bassa, scrollandosi di dosso qualsiasi difficoltà, ricordandosi di come abbiamo saputo macinare calcio con grande continuità prima. Il Marano è pronto per questo rush finale da urlo con gli occhi di tigre. Quelli che abbiamo visto in gran parte di loro uscendo orgogliosi dallo stadio di San Vito. Ragazzi C siamo! Buona Pasqua.

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